Dott. Marcello Boldrini – Neurochirurgo
ed esperto in Medicina Cinese Taoista

Fin da bambino sono stato incuriosito da tutte le sensazioni che arrivano dal corpo, dai misteriosi processi che regolano l’organismo e dalla profondità emotiva del nostro panorama interno, e ho sempre cercato un linguaggio per nominarli, comprenderli ed esprimerli.

Nel mondo orientale ho trovato una vibrazione affine a quello che sentivo dentro, e per questo esso ha da sempre esercitato su di me un fascino magnetico, un’attrazione profonda, come un richiamo a cui non potevo sottrarmi.

L’ho esplorato per gradi, seguendo il ritmo che la vita mi proponeva di volta in volta: dallo yoga alla meditazione, dallo studio della lingua cinese alle prime pratiche di Tai Ji Quan e Kung Fu Shaolin, fino alla medicina e alle pratiche di alchimia interna (dan dao).

Durante gli anni dell’università, mentre studiavo Medicina e Chirurgia, ho cominciato a intuire che dietro quelle pratiche si celava una visione coerente, un sistema vivente in cui ogni gesto, ogni respiro, ogni stagione aveva un significato e un posto nell’ordine universale.
Mi sono allora avvicinato alla medicina cinese, passando attraverso lo studio della sua struttura teorica, e apprezzandone lungo il cammino l’anima profonda: un sapere millenario che non separa, non impone, ma accompagna l’essere umano a ritrovare il proprio posto nella trama della natura.

Nella medicina cinese e nell’agopuntura ho riconosciuto l’espressione medica del pensiero taoista, che non cura “contro” qualcosa, ma agisce per ristabilire armonia: tra esterno ed interno, visibile e invisibile, forma e non-forma. Una medicina che non combatte la malattia, ma coltiva la salute.

Ho seguito una formazione rigorosa in agopuntura e farmacologia cinese presso ScuolaTao a Bologna, dove oggi insegno. Ma nel tempo ho compreso che non era la formazione teorica la chiave del mio cammino: cercavo una via viva, da percorrere giorno dopo giorno, nel corpo e nello spirito. E la Via è un cammino individuale.

Quello che cercavo era una trasformazione più profonda, un modo di abitare il corpo e lo spirito in modo più autentico. Un modo per diventare consapevole dei moti dell’energia dentro di me, e per imparare a esprimerli nel loro pieno potenziale. E se si cerca una trasformazione, bisogna essere disposti a cambiare qualcosa nella propria vita. La pratica ha innescato questa trasformazione, mi ha offerto una possibilità di introdurre un cambiamento, un’abitudine nuova che interrompesse il vortice della quotidianità e dell’inconsapevolezza, una spazio di quiete dove è possibile riprendere il contatto con la propria natura profonda.

Così ho iniziato a coltivare quotidianamente le pratiche interne del nei gong e dell’alchimia taoista (dan dao), sentendone da subito il potere trasformativo. È stato questo cammino a condurmi all’incontro con i miei Maestri, e alla nascita di un legame che ancora oggi guida ogni mio passo. 

Con profonda gratitudine riconosco nel Maestro Zhou Gansheng una figura cardine della mia formazione: medico esperto di trattamenti energetici, agopuntura zhendao e fitoterapia, custode di un sapere raro e potente.

Il suo insegnamento, trasmesso attraverso il Maestro Costantino Valente, è parte viva della mia pratica. 

Successivamente, guidato da Loan Guylaine Tran (Cheng Feng, secondo il suo nome taoista), il mio pellegrinaggio sulla Via mi ha condotto in Cina, al Tempio dei Cinque Immortali (Wu Xian Miao), sulla Montagna del Cavallo Bianco, nei Monti Wudang.

Lì ho ricevuto gli insegnamenti di Li Shifu, che mi ha accolto nella 25ª generazione del lignaggio Porta del Drago – Puro Yang, della scuola taoista della Realtà Completa (Quanzhen), con il nome 信玄 (Xìn Xuán).

Questa trasmissione è un dono che ogni giorno cerco di restituire, con umiltà e presenza.

Oggi, colmando il divario tra antichi lignaggi spirituali e tradizioni moderne, tra occidente e oriente, tra medicina e spiritualità, cerco con onestà, compassione e sincerità di condividere con voi una visione multidimensionale della cura. Una medicina che non è solo terapia, ma trasformazione.

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